In questi giorni al Museo dei Tasso e della Storia Postale si sta svolgendo una mostra di mail art in ricordo di Ruggero Maggi.
Di-segni
Mail art è anche collaborazione
Non è raro che tra mail artisti nascano anche collaborazioni a più mani.
Una di queste è stata proposta da Mani Col: creare un'opera dal tema giallo (mi ci sono subito fiondata!), inviargliela e poi lei sarebbe intervenuta aggiungendo degli elementi viola:
Poi c'è il progetto dei cartolini di Gian Paolo Terrone, il quale ha inviato aagli artisti che hanno risposto all'invito un cartolino su cui intervenire dal tema 'Non niente'.
Al momento non anticipo il mio contributo perchè l'opera finale sarà composta dal contributo collettivo dei partecipanti. Il 28 novembre ci sarà la mostra all'ufficio postale di Saronno con l'invio a tutti gli artisti del catalogo con lo speciale timbro richiesto per l'occasione.
Riporto la descrizione di Gian Paolo del progetto:
Il peso del vuoto e il valore del francobollo: provocazioni saronnesi
C’è chi vende il nulla a peso d’oro e chi spedisce l’anima al prezzo di un francobollo.
Da un lato abbiamo l'ormai leggendaria scultura invisibile di Salvatore Garau: un concentrato di pura energia concettuale battuto all'asta per oltre 18.000 dollari, capace di conquistare i futuri manuali di Storia dell'Arte senza occupare un solo centimetro di spazio fisico.
Dall'altro, c'è un'idea che risponde al titolo di "Non Niente", l'attesa iniziativa di Corrispon-Danza Postale che prenderà vita il prossimo 28 novembre presso l'Ufficio Postale di Saronno.
Il contrasto è totale, quasi poetico nella sua sfrontatezza.
Mentre il mercato dell’arte specula sull'immateriale certificato, la Mail Art saronnese risponde con la concretezza più romantica e analogica: opere rigorosamente in materiale cartaceo, che non viaggiano su network digitali o nei caveau delle banche, ma vengono accreditate da un viaggio postale reale, regolarmente timbrato e vidimato, arricchito dalla creatività artistica degli autori e dalle stratificazioni dei segni della "Danza" A.R. durante i tragitti.
L'arte postale è l'arte che si dona, che si contamina con il mondo, che si fa carne (o meglio, cellulosa) e che rifiuta le logiche del profitto.
E qui scatta la vera provocazione.
L'opera invisibile di Garau fluttua nell'iperuranio della finanza artistica globale e della gloria imperitura, mentre l'iniziativa di Saronno – densa, tangibile, partecipativa – rischia, se va bene, di rimediare appena qualche storicizzazione sulla stampa locale. Il solito, amarissimo nemo propheta in patria? Forse.
Ma la domanda sorge spontanea:
qual è il valore storico reale di fronte a tutto questo?
Vale di più un "nulla" concettuale da diecimila euro destinato all'eternità dei musei, o un "Non Niente" di carta che si offre gratis al passante, rischiando però l'oblio della provincia?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Mostra di mail art ‘Pitagora: tutto è numero’

Pitagora: tutto è numero
Mostra internazionale di Mail Art a cura di Lara Favaro
La mail art nasce negli anni ’60 quando Ray Johnson comincia a spedire piccoli collage, inviti enigmatici e messaggi giocosi ai suoi amici artisti. Quelle buste diventano presto un filo invisibile che collega persone lontane, creando una comunità che non ha bisogno di musei né di critici. Ogni lettera è un gesto di libertà: un’opera che viaggia, cambia mani, genera risposte. Negli anni ’70 la rete si allarga, attraversa continenti, parla tutte le lingue e rifiuta qualsiasi gerarchia. È un’arte che vive nello scambio, nel dono, nel piacere di sorprendere chi aprirà la busta.
In questa mostra il tema scelto è un omaggio a una delle intuizioni più potenti della storia del pensiero: “tutto è numero”, la visione pitagorica che vede nell’armonia matematica la struttura profonda del mondo. Per Pitagora l’universo assomiglia a un enorme sistema di proporzioni. Studiando la musica, scopre che gli intervalli armonici non sono magia ma rapporti numerici semplici: 2:1, 3:2, 4:3. Da lì nasce l’idea che ogni fenomeno abbia una struttura misurabile. Le forme geometriche, i movimenti degli astri, persino ciò che percepiamo come bellezza sembrano obbedire a relazioni matematiche. Il numero non è solo quantità, ma principio ordinatore: è ciò che permette al caos di diventare figura, ritmo, legge. Dire “tutto è numero” significa credere che la realtà sia costruita come un insieme di rapporti, proporzioni e simmetrie che possiamo comprendere attraverso la matematica. I partecipanti sono stati invitati a interpretare questo principio in totale libertà: numeri come simboli, come ritmo, come proporzione; numeri che diventano poesia visiva, gioco combinatorio, equilibrio geometrico o pura immaginazione. Ne emerge un mosaico sorprendente, dove la matematica non è più solo disciplina astratta, ma linguaggio creativo, ponte tra ordine e creatività.
Un ringraziamento speciale va a tutte le artiste e gli artisti che hanno risposto all’invito con entusiasmo, generosità e originalità. Ogni opera arrivata per posta è un gesto di fiducia, un frammento di mondo condiviso, un contributo prezioso che rende questa mostra viva e unica.
Grazie per aver dato forma, colore e voce ai numeri.
Un grazie particolare va anche a Paolo Busatto, per aver reso possibile la realizzazione di questa mostra con il suo sostegno entusiasta e la sua disponibilità.
Un pot pourri di mail art
Mail Art dans les Limbes
Potete vedere tutte le opere di questa call alla pagina:
https://mailartdansleslimbes.blogspot.com/
Call: Tempo e spazio
Pitagora
Pitagora nacque intorno al 570 a.C. a Samo, un'isola del Mar Egeo. In gioventù, intraprese un viaggio in Egitto, dove approfondì le sue conoscenze matematiche e geometriche presso i templi dei sacerdoti locali. Non ci sono prove certe sulla data precisa del viaggio, ma si stima che possa essere avvenuto intorno alla metà del VI secolo a.C.
Durante l'occupazione persiana dell'Egitto nel 525 a.C., Pitagora potrebbe essere stato fatto prigioniero e condotto a Babilonia. Qui, secondo tradizioni non confermate, venne in contatto con riti religiosi orientali, come il culto di Zoroastro, e affinò ulteriormente le sue competenze matematiche e musicali.
Ritornato a Samo intorno al 520 a.C., Pitagora fondò una scuola filosofica. Successivamente, visitò Creta per studiare i sistemi legislativi dell'isola. Intorno al 518 a.C. lasciò Samo per stabilirsi a Crotone, dove creò una comunità filosofica e religiosa. La scuola pitagorica di Crotone era nota per i suoi rigidi riti e per l'ammissione anche delle donne, cosa straordinaria per l'epoca.
Nel 508 a.C. la scuola fu attaccata da Silone, un nobile di Crotone che non era riuscito a entrare nella comunità pitagorica. In seguito a questi eventi, Pitagora si rifugiò a Metaponto, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Le circostanze esatte della sua morte rimangono tuttavia avvolte nel mistero.
Teorema di Pitagora:
in un triangolo rettangolo, la somma dei quadrati costruiti sui cateti è uguale al quadrato costruito sull'ipotenusa. In termini matematici:
a² + b² = c²
Dove "a" e "b" sono i cateti e "c" l'ipotenusa.
Quella sotto riportata è una dimostrazione grometrica del teorema di Pitagora, a² è l'area gialla, b² è l'area verde, c² è l'area arancione. Nella prima figura a sinistra ho inserito una rappresentazione grafica del teorema, le altre 2 figure rappresentano la dimostrazione e cioè c²+4 triangoli di partenza sono uguali a a² + b²+ 4 triangoli di partenza, togliendo i triangoli di partenza si ha la tesi.

Call: C’est beau le jaune!
Sono felice di condividere con voi i miei due lavori realizzati per la call artistica sul tema del giallo. Questa emozionante call, che scade il 31 marzo 2025, è organizzata da 'Le Cahier Allant Vers' (29, Avenue Faidherbe - 59300 Valenciennes - France). È stata un'opportunità unica per esplorare e sperimentare la mia creatività, giocando con le sfumature e le interpretazioni di questo colore così vibrante e dinamico.
Fin da piccola, ho sempre adorato il colore giallo: simbolo di energia, luce e vitalità, mi ha ispirato a creare opere che catturano l'essenza della gioia e dell'ottimismo. La mia prima opera è un collage di cerchi o parti di cerchio che rappresenta il disegno di un teorema di geometria euclidea sulla tangenza di sei cerchi. Ho voluto esplorare come la precisione matematica possa integrarsi armoniosamente con l'arte, creando un effetto visivo affascinante e complesso. Questa fusione di forme geometriche è un tributo all'eleganza della matematica e alla sua presenza nascosta nella bellezza del mondo naturale.
La mia seconda opera è un collage di una pavage di rombi che formano una serie di cubi in assonometria. Questo lavoro esplora le illusioni ottiche e la tridimensionalità, creando una percezione dinamica e coinvolgente. I rombi, disposti in modo da sembrare cubi tridimensionali, giocano con la nostra percezione dello spazio e della forma, offrendo una prospettiva unica e intrigante.
Partecipare a questa call è stato per me un modo per connettermi con altri artisti e condividere il mio lavoro in un contesto più ampio. Ringrazio 'Le Cahier Allant Vers' per questa meravigliosa opportunità e non vedo l'ora di scoprire le creazioni di tutti i partecipanti.

























