{"id":1487,"date":"2020-12-01T13:21:06","date_gmt":"2020-12-01T12:21:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mathart.it\/blogMathart\/?p=1487"},"modified":"2021-01-11T11:03:44","modified_gmt":"2021-01-11T10:03:44","slug":"ipazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mathart.it\/blogMathart\/ipazia\/","title":{"rendered":"Ipazia"},"content":{"rendered":"\n<p>Questa \u00e8 la mia personale iconografia di Hypatia o Ipazia, matematica, astronomia e filosofa attiva ad Alessandria d'Egitto nel V secolo d. C.. Me la sono immaginata donna fiera, dallo sguardo vivace e proteso a studiare la volta celeste. Si dice che fosse ammirata per la il suo alto ingegno, vasto sapere e brillante eloquenza.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-medium\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"264\" src=\"https:\/\/www.mathart.it\/blogMathart\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201130_203749_839-300x264.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1488\" srcset=\"https:\/\/www.mathart.it\/blogMathart\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201130_203749_839-300x264.jpg 300w, https:\/\/www.mathart.it\/blogMathart\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201130_203749_839-1024x901.jpg 1024w, https:\/\/www.mathart.it\/blogMathart\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201130_203749_839-768x676.jpg 768w, https:\/\/www.mathart.it\/blogMathart\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201130_203749_839-1536x1352.jpg 1536w, https:\/\/www.mathart.it\/blogMathart\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201130_203749_839-960x845.jpg 960w, https:\/\/www.mathart.it\/blogMathart\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201130_203749_839.jpg 1554w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sulla sua vita si hanno pochissime notizia. Dalle fonti si apprende che era  figlia del matematico Teone di Alessandria, il quale dirigeva una scuola neoplatonica e inizi\u00f2 la figlia alla matematica, astronomia e filosofia neoplatonica, tanto che Ipazia successe al padre alla guida della scuola. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 415 d.C. Ipazia venne brutalmente trucidata da una folla di cristiani sobillati dal vescovo Cirillo. Una versione della vicenda \u00e8 trasmessa dal filosofo Damascio, che si era recato ad Alessandria intorno al 485, quando ancora \u00abvivo e denso di affetto era il ricordo dell'antica maestra nella mente e nelle parole degli alessandrini\u00bb. Divenuto poi scolarca della scuola di Atene, scrisse, cento anni dopo la morte di Ipazia, la sua biografia. In essa sostiene la diretta responsabilit\u00e0 di Cirillo nell'omicidio, pi\u00f9 esplicitamente di quanto non faccia Socrate Scolastico: accadde che il vescovo, vedendo la gran quantit\u00e0 di persone che frequentava la casa di Ipazia, \u00absi rose a tal punto nell'anima che tram\u00f2 la sua uccisione, in modo che avvenisse il pi\u00f9 presto possibile, un'uccisione che fu tra tutte la pi\u00f9 empia\u00bb. Anche Damascio rievoca la brutalit\u00e0 dell'omicidio: \u00abuna massa enorme di uomini brutali, veramente malvagi [...] uccise la filosofa [...] e mentre ancora respirava appena, le cavarono gli occhi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la mia personale iconografia di Hypatia o Ipazia, matematica, astronomia e filosofa attiva ad Alessandria d'Egitto nel V secolo d. C.. Me la sono immaginata donna fiera, dallo sguardo vivace e proteso a studiare la volta celeste. 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